Saltar al contenido

Cosa vuol dire avere una buona dialettica?

abril 7, 2022
Cosa vuol dire avere una buona dialettica?

C

In origine, designava un metodo di conversazione o di argomentazione analogo a quello che oggi si chiama logica. Nel XVIII secolo il termine acquisì un nuovo significato: la teoria degli opposti nelle cose o nei concetti, così come l’individuazione e il superamento di questi opposti.

In modo più schematico, la dialettica può essere definita come il discorso in cui si contrappongono una certa concezione o tradizione, intesa come tesi, e l’esposizione di problemi e contraddizioni, intesa come antitesi. Da questo confronto emerge, in un terzo momento chiamato sintesi, una risoluzione o una nuova comprensione del problema. Questo schema generale può essere concretizzato come l’opposizione tra concetto e cosa nella teoria della conoscenza, l’opposizione tra i diversi partecipanti a una discussione e le opposizioni reali nella natura o nella società, tra le altre.

Il termine acquisisce un significato che non si limita alla sfera della retorica grazie soprattutto agli scritti del filosofo tedesco G.W.F. Hegel. Nel momento in cui scrive una delle sue grandi opere (Fenomenologia dello spirito, 1808), il mondo sembra essersi messo in moto, trasformando visibilmente ciò che durava da secoli. Questi furono i primi momenti del modo di produzione capitalista, che, a differenza dei precedenti, si basava principalmente sulla circolazione delle merci e del denaro. Allora il vecchio problema filosofico del cambiamento diventa più acuto: come possiamo capire razionalmente che una cosa può cambiare il suo aspetto ed essere ancora la stessa cosa? Hegel concepisce la realtà come costituita da opposti che, nell’inevitabile conflitto che ne deriva, danno origine a nuovi concetti che, a contatto con la realtà, entrano sempre in opposizione con qualcosa. È questo schema che permette di spiegare il cambiamento mantenendo l’identità di ogni elemento, nonostante il fatto che l’insieme sia cambiato.

Filosofia dialettica

la disputa tra dialettica e retorica nei testi di Platone è decisiva per la configurazione di una logica delle opposizioni come base normativa della filosofia greca. Mostreremo come Aristotele, erede e critico allo stesso tempo, ritorna a questa polemica destabilizzando la rigida gerarchia stabilita da Platone, attraverso una riconfigurazione dell’ordine dialettico basato su una logica di complementarietà.

Abstract: La disputa tra dialettica e retorica nei testi di Platone è decisiva per la configurazione di una logica delle opposizioni come base normativa della filosofia greca. Mostreremo come Aristotele, erede e critico del primo, ritorna su questa controversia destabilizzando la rigida gerarchia stabilita da Platone, attraverso una riconfigurazione dell’ordine dialettico con una logica del supplemento.

Quando cerchiamo nella sua Retorica e nei Topici – un libro dedicato alla dialettica – la stessa gerarchia che Platone stabilì per entrambe le discipline discorsive, troviamo una sorpresa: la dialettica non ha né le stesse funzioni, né esattamente gli stessi fini, né lo stesso status che ha nei dialoghi platonici. È come se, pur mantenendo un certo disprezzo per la scrittura – un disprezzo che non sorprende data la sua costante presenza in tutto il periodo del logos – Aristotele si disilludesse, liquidasse – per ragioni più profonde di quelle che ci è permesso leggere – la dialettica professata dal suo maestro. Nei Topici si legge: “il sillogismo dialettico è quello che trae le sue conclusioni da proposizioni semplicemente probabili” (cap. 1, §3). Si assiste qui a un allargamento della portata della dialettica e, di conseguenza, della sfera del razionale, poiché quest’ultimo non riguarda semplicemente le verità scientifiche necessarie. In questo senso, Tomás Calvo Martínez13 afferma:

Cos’è la dialettica

** David Harvey è professore di antropologia e geografia al Graduate Center della City University of New York (CUNT). U.S.A. e direttore del Center of Place, Culture and Politics della stessa università.

Il primo passo in questo percorso è quello di fornire una sorta di fondamento sulla dialettica. Williams, naturalmente, era profondamente coinvolto nei modi di pensare dialettici, come si può vedere nel seguente passaggio:

La cultura umana è questa conversione immediata e ricorrente dell’esperienza in prodotti finiti. Ciò che è difendibile come procedura della storia cosciente, in cui su certi presupposti molte azioni possono essere prese definitivamente come concluse, è la proiezione abituale non solo nella sostanza del passato, ma nella vita contemporanea in cui le relazioni, le istituzioni e le formazioni in cui siamo attivamente coinvolti si convertono, grazie a questa procedura, in una serie di insiemi formati piuttosto che in processi di e in formazione. Di conseguenza, l’analisi si concentra sulle relazioni esistenti tra queste istituzioni, formazioni ed esperienze, così che nel presente come nel passato prodotto, esistono solo le forme esplicitamente fissate; mentre la presenza viva, per definizione, è permanentemente rifiutata (Williams, 1977, pp. 128-129).

5

Prendendo come punto di partenza una certa interpretazione della dialettica di Platone, e una lettura dell’articolo di Monique Dixsaut “Platon et le lógos de Parménide”, indaghiamo in questo lavoro la possibilità di individuare nel Poema di Parmenide alcuni degli elementi che saranno poi fondamentali nella costituzione della dialettica nei dialoghi di Platone. Il rifiuto del nome come mezzo e depositario della conoscenza, la necessaria mediazione del lógos, e l’insistenza sull’importanza di conoscere anche la natura dell’errore e dell’inganno, sono alcuni di questi elementi che incontriamo già in Parmenide, e che saranno fondamentali per il graduale sviluppo del metodo proposto da Platone.

Las interpretaciones analíticas comparten todas el postulado de una reescritura ‘apodíctica’ de los textos, toman a las Ideas por clases (lo que engendra gran cantidad de problemas refinados), y se muestran felizmente sorprendidas cuando pueden descubrir un silogismo, pero la mayor parte del tiempo shockeadas por las imprecisiones y los errores groseros que creen descubrir. (Dixsaut, 2001DIXSAUT, M. (2001). Métamorphoses de la dialectique dans les dialogues de Platon. Parigi, Vrin., p. 9-10)

Per offrire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci consentirà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o identificazioni univoche su questo sito. Il mancato consenso o la revoca del consenso può influire negativamente su determinate caratteristiche e funzioni.    Maggiori informazioni
Privacidad