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Chi è il più grande doppiatore italiano?

febrero 10, 2022

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Ci incontriamo al T4 alle 3. L’aereo parte alle 4:15. Io e Ivan arriviamo in tempo e passiamo il controllo della polizia.    Andiamo con calma perché avendo le nostre carte d’imbarco, tutto quello che dobbiamo fare è presentarci al cancello d’imbarco e questo è tutto. Arriviamo al gate d’imbarco, vediamo che non c’è nessuno, guardiamo l’orario d’imbarco e dice 4:10. Sono le 3:30.

Pensiamo che il volo sia stato ritardato (cosa abbastanza normale) e andiamo a mangiare un panino. Ci facciamo qualche risata, e alle 4:05 torniamo al gate d’imbarco. Che strano, non c’è ancora nessuno in coda. Ci avviciniamo, chiediamo e ci dicono che l’imbarco è chiuso, l’aereo sta per partire!!!!

Lì, in una stanza con un grande tavolo, sono già seduti alcuni studenti dell’università, che assistono alla tavola rotonda come ascoltatori e che non osano fare domande. La maggior parte di loro sono giovani ragazze. Ci sediamo ai posti che hanno preparato per noi accanto alla traduttrice, Christine Di Benedetto, una zia sensazionale, molto educata e con una classe straordinaria. Non mi traduce niente, non ne ha bisogno, ma dice a Ivan tutto quello che si dice lì.

Interpreti: José Padilla (voce di Topolino)

Oggi vi riportiamo un’interessante intervista dell’11 luglio dal nostro blog amico No Crime Only Art, che riflette una conversazione approfondita di Linda Lercari con l’attore Lorenzo Galli, giovane attore promettente della scena italiana, che dà una visione molto fresca della professione dell’attore che sta iniziando la sua carriera. L’importanza della preparazione fisica e mentale, dell’allenamento e dell’istinto in una professione sempre più competitiva in cui solo i migliori potranno distinguersi.

NC: Diamo il benvenuto a Lorenzo Galli, un giovane e promettente attore italiano. Per favore, accomodatevi. Qui siete tra artisti e appassionati. La nostra rivista lotta ogni giorno per portare un po’ di bellezza nel mondo, cosa ne pensi?

NC: Lei ha un viso naturalmente adatto al teatro, occhi molto espressivi e una mimica innata. Per quanto riguarda la sua voce, ha dovuto fare uno sforzo per impostarla? Ieri ho assistito a una tua performance e sei stato molto chiaro e modulato. È stato difficile imparare a usare il diaframma?

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Per quanto ne so, c’è un gala annuale in Italia chiamato “Voci nell’Ombra”, giunto alla sesta edizione, dove vengono premiati i migliori attori, registi, ecc. del doppiaggio cinematografico e televisivo. Il gala si svolge sotto gli auspici del Ministero della Cultura e del Sindacato Italiano Attori. Sarebbe fantastico se qualcosa di simile si potesse tenere nel nostro paese, e mostrare così il nostro riconoscimento del lavoro delle nostre “voci nell’ombra”.

Sarebbe curioso vedere sui nostri schermi un progetto simile con attori doppiatori nazionali, e confrontare le loro performance con quelle di alcuni dei nostri attori cinematografici regolari, che sono tutti così adatti al doppiaggio (hahaha).

In Italia, la maggior parte dei doppiatori sono anche attori a tutto tondo, apparendo nelle serie TV, in alcuni film e in teatro. In Italia, il doppiaggio è ancora molto più basato sui clan familiari che qui. Ci sono famiglie di “doppiatori”, come si chiamano, che coprono quattro generazioni. Se siete curiosi, basta andare su http://go.to/doppiatori e vedrete tutti i cognomi che coincidono nel cast.

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Per cominciare, non c’è miglior pretesa dei riferimenti culturali riconoscibili da chiunque, come le serie Gilmore Girls e Dawson Grows Up, o una colonna sonora che suona come Manu Chao e Tiziano Ferro. Ma la forza della storia sta nell’empatia che gli spettatori provano con i protagonisti mentre affrontano i problemi dell’età adulta, come la scomparsa prematura di una persona cara. Zerocalcare è in grado di avvicinarsi a loro con umorismo ma anche con una sensibilità che porta lacrime sia di risate che di emozione.

La salute mentale è il tema di fondo di tutti i capitoli, anche se all’inizio sembra essere una storia umoristica di amici trentenni. Zerocalcare usa l’ansia, la nevrosi e l’insicurezza vissute dal protagonista [questo non è uno spoiler, è chiaro dal primo minuto] per descrivere una realtà sociale a cui non viene data importanza e che viene addirittura banalizzata. E, a sua volta, le particolarità del resto dei personaggi per far luce su problemi che vengono tenuti all’oscuro pur essendo fin troppo comuni.

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